Smetti di chiudere le app in background sul tuo smartphone: stai solo peggiorando le cose

Chi possiede uno smartphone sa bene quanto sia comune chiudere le app in background per cercare di migliorare le prestazioni del dispositivo o risparmiare batteria. È un’abitudine diffusa, spesso accompagnata dalla convinzione che tenere aperte troppe applicazioni possa appesantire il telefono, aumentare il consumo energetico e rallentare l’esperienza d’uso. Tuttavia, recenti studi e conoscenze più approfondite sul funzionamento dei sistemi operativi mobile ci suggeriscono che questa pratica potrebbe non solo essere inutilmente dannosa, ma addirittura controproducente.

Molti utenti erroneamente credono che quando chiudono un’app rimuovano completamente i suoi processi dalla memoria del dispositivo. In realtà, i sistemi operativi moderni sono progettati per gestire in modo ottimale le risorse. Quando un’app viene chiusa manualmente, può comportare un accresciuto consumo di batteria e un rallentamento generale del dispositivo, dato che il sistema deve riavviare l’app ogni volta che l’utente decide di riaprirla. Questo processo di riavvio richiede tempo e risorse, il che può influire negativamente sulle prestazioni. Di seguito analizziamo i motivi per cui chiudere le app in background potrebbe non essere la strategia vincente che si pensa.

Come funziona la gestione delle app in background

I moderni sistemi operativi per smartphone, sia Android che iOS, sono progettati per ottimizzare l’utilizzo della memoria e delle risorse del dispositivo. Quando un’app viene aperta, essa accede a una serie di risorse necessarie per il suo funzionamento. Una volta ridotta a icona o chiusa, l’app non viene eliminata dalla memoria, ma rimane “sospesa”, in modo da riprendere rapidamente il suo stato precedente al momento della riapertura.

Questa gestione intelligente della memoria è essenziale per garantire che le applicazioni possano riprendere al meglio le loro funzioni senza dover ricaricare tutto da zero. Ad esempio, le app di messaggistica come WhatsApp o Telegram necessitano di una connessione continua per ricevere notifiche in tempo reale. Chiudere queste applicazioni può interrompere il flusso di informazioni, costringendo il dispositivo a riconnettersi e riavviare i vari processi, il che significa un carico di lavoro maggiore per il processore e, di conseguenza, un maggiore dispendio energetico.

Inoltre, molte applicazioni includono tecnologie di caching che consentono di memorizzare temporaneamente i dati. Ciò significa che anche se sembrano inattive, per il sistema l’utilizzo di app già aperte è meno dispendioso rispetto a quelle che vengono continuamente avviate e chiuse.

I rischi della chiusura manuale delle app

Una delle conseguenze più evidenti della chiusura manuale delle applicazioni è il potenziale eccessivo consumo di batteria. Molti utenti possono notare che, nonostante chiudano le app con l’intento di risparmiare energia, si ritrovano con una batteria che si scarica rapidamente. Questo perché riaprire le app richiede più risorse rispetto a lasciarle in background, e il processore lavora di più per caricarle nuovamente.

Inoltre, chiudere le app può portare a problemi di prestazioni. Quando un’app viene riavviata, spesso ci vogliono più tempo e risorse, rispetto al semplice ripristino di un’app già in esecuzione. Questo può causare ritardi, crash e un’esperienza d’uso complessivamente meno fluida. Gli smartphone moderni, con i loro processori avanzati e la gestione della memoria più intelligente, sono pensati per gestire più attività contemporaneamente, quindi chiudere le app non solo è superfluo, ma può avere anche effetti negativi.

Quando è davvero necessario chiudere un’app?

Ci sono, è vero, eccezioni a questa regola. In alcune situazioni particolari può essere utile chiudere un’app. Ad esempio, se un’app non risponde o mostra comportamenti anomali, chiuderla manualmente può aiutare a risolvere il problema. Inoltre, nel caso in cui si noti che un’app consuma eccessivamente la batteria, vedere se sia possibile fortificarla può essere un’ottima idea. Le impostazioni di gestione della batteria sui moderni smartphone offrono strumenti utili per aiutare a monitorare e limitare il consumo da parte di singole applicazioni, senza doverle necessariamente chiudere.

In sintesi, la gestione delle app in background non è una questione semplice. La moda di chiudere le app per migliorare le prestazioni e la durata della batteria è una pratica che potrebbe, anzi, rivelarsi controproducente. Lasciare che il sistema operativo gestisca le risorse offre generalmente migliori risultati. Adottando un approccio più rilassato nei confronti della chiusura delle app, gli utenti possono godere di un’esperienza smartphone più fluida, efficiente e soprattutto, più duratura.

La prossima volta che pensi di avviare la tua routine di chiusura delle app, fermati un attimo e considera se questa sia davvero la mossa migliore per il tuo dispositivo. In molti casi, la risposta sarà semplice: lascia le app che lavorano tranquillamente in background.

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